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san Gennaro all'Olmo - Napoli
la Bibbia
Vecchio Testamento
Introduzione ai profeti minori
 
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Introduzione

Nella Bibbia ebraica i profeti minori sono raccolti in un unico libro, tanto che esso viene chiamato il "rotolo (libro) dei Dodici. Si chiamano minori non perché meno importanti degli altri, ma solo per il fatto che i loro libri non hanno raggiunta l'ampiezza dei profeti maggiori, Isaia, Geremia, Ezechiele, Daniele.

Sono stati scelti alcuni brani dai profeti Osea, Gioele, Amos, Giona e Michea. Si tratta di profeti vissuti in periodi diversi della storia di Israele.

Amos e Osea sono quasi contemporanei e svolgono la loro attività profetica nel regno del Nord, regno di Israele, (nonostante Amos sia originario di un villaggio del regno del Sud), in un momento di relativo benessere (metà circa dell'ottavo secolo).

La ricchezza e il benessere hanno provocato grandi ingiustizie sopratutto nei confronti dei poveri, come denuncia Amos, ed hanno distolto Israele da Dio, che è stato abbandonato per seguire gli idoli (Osea).

Poco dopo avrebbe profetato Michea, uomi di Gerusalemme, che annuncia l'intervento di Dio in una situazione di ingiustizia e di violenza: Dio non si rassegna al male e al tradimento.

Bisogna invece collocare sia Gioele che Giona nel periodo dopo l'esilio (dopo il 538), forse nel V - IV secolo. Giona in particolare conduce una serrata riflessione sul senso della parola di Dio in un mondo totalmente cambiato e cosmopolita, come era quello dominato dalla cultura persiana ed ellenista.

Come può il Dio di Israele parlare alle nazioni pagane? La misericordia di Dio mostrerà a Giona che Dio può parlare a tutti e cambiare la vita di tutti. È l'universalità della Parola di Dio.