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san Gennaro all'Olmo - Napoli
la Bibbia
Nuovo Testamento
Introduzione all'Apocalissse
 
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Introduzione

L’Apocalisse è un libro molto dibattuto, sia per la sua origine che per il suo autore e per il significato di molte sue parti. La tradizione lo attribuisce all’apostolo Giovanni, che da Efeso lo avrebbe scritto alle comunità dell’Asia Minore che stavano vivendo momenti di difficoltà.

L’Apocalisse non è un libro che descrive la fine del mondo. Si tratta piuttosto di un testo che vuole leggere la vita della Comunità cristiana all’interno di un mondo dominato dalla forza del male, che sembra avere il sopravvento anche sui discepoli di Gesù.

Il libro si presenta come una grande visione della storia e della presenza di Dio in essa. L’autore vede affermarsi la vittoria di Dio sulle potenze del male, che vorrebbero eliminare il Vangelo di Gesù e le comunità dei discepoli, che vivono di esso. È come un canto alla vittoria di Dio in mezzo alla forza del male che vorrebbe inghiottire la comunità dei discepoli assieme al suo Signore.

Per spiegare questo mistero, che rimane spesso oscuro a chi vive ripiegato su se stesso, come le comunità a cui Giovanni si rivolge, l’autore usa i linguaggio simbolico: numeri, simboli, e animali sono presenti come parte integrante del linguaggio, che si collega all’apocalittica giudaica, quale già si era espressa ad esempio nel libro di Daniele. Il linguaggio apocalittico non va interpretato letteralmente, ma appunto nel suo significato simbolico.

Inoltre, l’autore fa ricorso spesso all’Antico Testamento, soprattutto alla profezia, che ci aiuta a comprendere come in Gesù si è manifestata la vittoria di Dio sul male, sebbene non ancora pienamente. Infatti, il libro termina con un invito all’attesa del ritorno del Signore.

La vita della comunità dei discepoli vive così nel dramma del male come una lotta, in cui però è chiamata ad affermare la sua fede e a cantare già da oggi la lode a Dio e dell’agnello, nell’attesa della Gerusalemme celeste.