Domenica 16ª del tempo ordinario /C

22
luglio
2001

Letture bibliche: Genesi 18,1-10; Salmo 14; Colossesi 1,24-28; Luca 10,38-42.


Abramo accoglie i tre forestieri

dal Vangelo di Luca cap. 10, versetti 38-42

38Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo accolse nella sua casa.

39Essa aveva una sorella, di nome Maria, la quale, sedutasi ai piedi di Gesù, ascoltava la sua parola; 40Marta invece era tutta presa dai molti servizi.

Pertanto, fattasi avanti, disse:
"Signore, non ti curi che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti".

41Ma Gesù le rispose:
"Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, 42ma una sola è la cosa di cui c`è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta".

LO SPAZIO DI DIO NELLA NOSTRA VITA
E' "LA PARTE MIGLIORE"

La radice di ogni apertura e accoglienza

Le letture di oggi ci parlano del patriarca Abramo che accoglie con gioia tre pellegrini che giungono alla sua tenda nell'ora più calda del giorno; e di due sorelle, Marta e Maria che accolgono Gesù in casa loro: Marta però è tutta presa dai servizi della casa, mentre Maria sceglie di mettersi ai piedi di Gesù per ascoltare quello che egli dice.

Dalle pagine della Genesi sappiamo che Abramo era uomo di preghiera fino a parlare con Dio familiarmente, con confidenza e fiducia, come si legge nel capitolo 18 della Genesi (versetti 20-32). E la gioia, la prontezza, l'affetto con cui accoglie quei tre pellegrini in un momento della giornata quando si sente voglia di stare un po' a riposare per il caldo, questa gioia nasce proprio dalla sua relazione intima e profonda con Dio. Infatti accogliendo quei tre forestieri egli sta accogliendo il Signore stesso.

Nell'episodio delle due sorelle, Marta e Maria, le parole di Gesù "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c'è bisogno. Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta" non sono un rimprovero a Marta, perché quello che sta facendo è una cosa buona. Sono piuttosto un invito a comprendere che la radice di ogni vera apertura agli altri, di ogni accoglienza che parte dal cuore, si radica nel Signore stesso da cui proviene ogni bene.

La parte migliore nella nostra vita

"Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta". Come può essere la parte migliore, nella propria vita, lo stare ai piedi del Signore ad ascoltarlo? Per gli uomini di questo tempo, specialmente per quelli delle società occidentali molto sviluppate economicamente e tecnologicamente, il produttivismo, il profitto, è diventato il valore primario e per esso bisogna sempre darsi da fare. Infatti, quando quest'uomo superattivo non riesce più a produrre, a fare, si sente inutile, si sente perso. Pensiamo alla situazione di tante persone che hanno lavorato per decenni e quando viene il tempo della pensione, non sanno più come impegnare il tempo, come riempire le proprie giornate.

Dal Vangelo di oggi sentiamo il Signore rivolgersi a noi: "va bene spendere tempo per svolgere la propria attività, va bene darsi da fare per quello che serve alla vita di ogni giorno, al sostentamento della famiglia e per il proprio futuro. Ma quanto tempo spendi per raccoglierti, per fermarti a riflettere, a pregare, a meditare la mia Parola in silenzio?"

Il tempo di Marta e il tempo di Maria

È il tempo di Maria che sta in ascolto, ai piedi del Signore.

Nelle nostre giornate ci deve stare il tempo di Marta, il tempo delle cose che abbiamo da fare. E questo c'è sicuramente. Ma non sempre c'è il tempo di Maria. E quando c'è, è appena un ritaglio di tempo, quasi gli spiccioli del nostro tempo.

C'è da dire che quello che fa Marta è buono. Ed è anche necessario. (Anche se non tutto e non sempre!). Ma Gesù dice che la parte di Maria è "la parte migliore che non le sarà tolta". Questo è da comprendere.

Il tempo speso per i vari lavori nelle nostre giornate è quello che forse noi consideriamo il tempo più prezioso, la parte migliore. Ma Gesù dice che il tempo speso per la preghiera, per la meditazione della Parola di Dio, questa è la parte migliore della nostra giornata, la parte che influenza in maniera positiva tutto quello che facciamo. E che ci fa alzare gli occhi da noi stessi, come fece Abramo: "Abramo alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui".

La tensione non verso un "avere di più", ma un "essere di più"

Nella nostra società che dà tanta importanza alle cose materiali, è facile finire preda dell'attivismo, del produttivismo. E con gli anni si arriva in certi casi a non essere più capaci di fermarsi a riflettere, a pregare, a entrare in noi stessi, in quella parte intima del proprio essere dove ognuno trova la sua vera dimensione di uomo che pensa, che riflette, che si misura con l'amore di Dio.

Ai piedi del Signore conosciamo quello che c'è nel profondo di ciascuno di noi e degli altri; lì scopriamo e impariamo la dolcezza dell'amore che trasforma la nostra attività, i nostri rapporti, il nostro modo di pensare.

Il nostro rapporto col Signore fa di noi delle persone che continuamente evolvono verso una sensibilità sempre maggiore, verso un vivere umano più pieno e aperto alla vita che continua oltre questa realtà terrena, oltre la morte.

Per questo Gesù dice: "Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta".


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