Domenica 13ª del tempo ordinario /C


luglio
2001
Letture bibliche: 1 Re 19,16.19-21; Salmo 15; Galati 5,1.13-18; Luca 9,51-62.

Gesù si voltò e li rimproverò

dal Vangelo di Luca cap. 9, versetti 51-62

51Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, si diresse decisamente verso Gerusalemme 52e mandò avanti dei messaggeri. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. 53Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme. 54Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». 55Ma Gesù si voltò e li rimproverò. 56E si avviarono verso un altro villaggio.

57Mentre andavano per la strada, un tale gli disse: «Ti seguirò dovunque tu vada». 58Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell`uomo non ha dove posare il capo». 59A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre». 60Gesù replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio». 61Un altro disse: «Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa». 62Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che ha messo mano all`aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio».

PENSARE, VIVERE E CAMMINARE COL SIGNORE

Essere decisi e non titubanti nel seguire il Signore

Ognuno di noi ha una propria vita, un modo di pensare, di agire e quelli che si dicono religiosi, credenti in Gesù, pensano di vivere e camminare con Lui.

Ma che cosa significa veramente vivere, pensare, camminare col Signore?

Le pagine della Scrittura proposte dalla liturgia di oggi ce lo manifestano molto chiaramente, seguendo quello che fa il Signore, fermandosi sul comportamento e le reazioni dei discepoli e sulle risposte che Gesù dà a quelli che si avvicinano a lui e gli chiedono di seguirlo.

"Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri" (vv.51-52).
Gerusalemme significa per Gesù la città santa, i luoghi e i momenti della sua passione, ma anche il luogo della sua resurrezione, l'inizio della vita nuova, il regno di Dio che viene.

E Gesù va "decisamente" verso Gerusalemme. Sappiamo che quando Simon Pietro vuole rallentare il suo cammino o fermarlo, Gesù risponde con molta fermezza, possiamo dire con durezza: "Via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!".

Pensare secondo Dio e non secondo gli uomini

Qui sta il punto: pensare, vivere, camminare secondo Dio.
Proviamo a vedere che significa concretamente questo.

Gesù manda avanti, sul suo cammino, dei messaggeri. Gesù non è solo, non vuole essere solo, ma ama stare con i suoi discepoli, camminare con loro, chiede loro che gli preparino la strada perché lui venga e incontri la gente. Come ha fatto Giovanni Battista.

Nel cammino incontro agli altri è molto normale incontrarsi con il rifiuto di chi non vuole accogliere. E questo manifesta storie di rancori, di divisioni, di incomprensioni; a volte lotte perché un gruppo prevalga su un altro … e chi viene sconfitto resta sempre con un po' di rancore, a volte con la voglia di rivalsa, oppure con sentimenti di ostilità.

È quello che accade di sperimentare ai discepoli che vanno con Gesù verso Gerusalemme: i samaritani avevano alle loro spalle tanti scontri con i giudei e automaticamente chi andava verso Gerusalemme, città dei giudei, veniva visto come chi se la fa col mio nemico, col mio antagonista. E viene rifiutato.

Come reagire, come rispondere, come muoversi davanti a queste difficoltà, a queste divisioni, rifiuti?

Spesso il primo pensiero davanti ai rifiuti è la violenza

Pensare, agire, comportarsi secondo gli uomini e non secondo Dio, ce lo manifestano subito in questa occasione due discepoli, Giacomo e Giovanni, soprannominati da Gesù "figli del tuono" (Marco 3,17), perché erano un po' irruenti, un po' più violenti degli altri. Abbiamo tutti, dentro di noi il seme della violenza: "Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?" (v.54).
Violentucci anziché no, diremmo.

"E Gesù li rimproverò": Gesù rimprovera ogni nostro pensiero e desiderio di intervenire con la violenza. Il Signore Dio non è un Dio di violenza, ma è come si manifesta in Gesù: egli ci fa conoscere la pazienza, la misericordia, l'amore con cui vincere il male.

Come seguire Gesù

Per questo seguire Gesù non è un gesto momentaneo di generosità, non è rimandare a quando mi sento ben disposto - come ci accade di pensare tante volte - non è nemmeno continuare a pensare e a vivere come prima, facendo però un po' di spazio al Signore.
Egli - come più volte leggiamo nella Scrittura - è geloso, ci vuole interamente per sé: "io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso" (Esodo 20,5).

Quando Paolo - nella lettera ai Galati - ci dice: "voi, fratelli, siete stati chiamati a libertà … mediante la carità siate a servizio gli uni degli altri" (Galati 5,13) si riferisce alla libertà dai pensieri e comportamenti comuni, alla libertà dal voler reagire alla violenza e alla ingiustizia con altra violenza e prepotenza; ci invita a essere liberi dai condizionamenti di come agisce abitualmente la maggioranza, per imparare a vivere amando.

E questo avviene poco a poco, lasciandoci trasformare da questa parola del Signore, riflettendo e meditando le sue parole, guardando al suo modo di agire e di parlare davanti alle situazioni concrete in cui si è venuto a trovare camminando per le strade della Palestina.

La risposta alla chiamata del giovane Eliseo

Il Signore chiede che lo seguiamo con decisione e coraggio, come fa il profeta Eliseo quando si sente chiamato dal Signore per mezzo della parola che gli giunge dal profeta Elia.
Eliseo è un uomo forte, capace di guidare contemporaneamente dodici paia di buoi che arano la terra.

Davanti alla chiamata del Signore egli "prende due buoi e gli uccide", come si usava allora nel compiere i sacrifici al Signore; brucia gli attrezzi che usava per i campi e che erano i mezzi con cui manifestava la sua bravura, per cuocere la carne dei buoi e darla alla gente.
E poi segue Elia, mettendosi al servizio del Signore.

Il Signore anche a noi fa vedere la strada da imboccare, per camminare con lui, ciascuno di noi, tutti insieme con lui, andando dove egli ci condurrà.


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