5ª domenica - tempo di Quaresima
1° aprile 2001
letture bibliche: Isaia 43 16-21; Salmo 125; Filippesi 3, 8-14; Giovanni 8, 1-11.
Vangelo festivo
01 apr 01

Giovanni, capitolo 8, versetti 1-11.
1Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. 2Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.

3Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, 4gli dicono: "Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante







adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?". 6Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo.

Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra. 7E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". 8E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.

Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo. 10Alzatosi allora Gesù le disse: "Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?". 11Ed essa rispose: "Nessuno, Signore". E Gesù le disse: "Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più".

UN ALTRO INCONTRO COL SIGNORE MISERICORDIOSO

L'importanza
di
ascoltare
il Vangelo

Siamo nell'ultimo periodo della Quaresima, prossimi alla Pasqua. Questo episodio della donna adultera si colloca nell'ultimo periodo della vita di Gesù, poco prima della Pasqua.

Da vari giorni Gesù trascorre molte ore nel tempio di Gerusalemme insegnando e parlando a quelli che gli si fanno intorno. Quel mattino vi è tornato per parlare ancora alla gente. Per Gesù è molto importante parlare, annunciare il Vangelo. E il popolo viene, ascolta, ascolta, e fra lui e la folla si crea una sintonia profonda.

È la stessa esperienza che facciamo anche noi. Le parole del Signore sono per noi importanti - lo stiamo sperimentando durante questo tempo che ci prepara alla Pasqua - : esse ci aprono gli occhi, purificano il cuore, fanno nascere in noi il desiderio di alzarci, metterci in cammino col Signore.

Ad alcuni le parole del Signore danno fastidio, i farisei, i capi dei sacerdoti; e vogliono interrompere quella predicazione, far tacere quella voce. Quel giorno essi hanno un'occasione del tutto particolare, molto buona per mettere in difficoltà Gesù. E gli tendono un tranello per poterlo accusare all'autorità romana o screditarlo davanti al popolo.

Ma per noi l'episodio è un'altra occasione per riflettere e comprendere quanto è grande la misericordia del Signore ed accogliere l'invito ad aprirci e a vivere col suo amore.

La Parola
del Signore
mette a nudo
i nostri
pensieri
e i nostri
sentimenti

"Questa donna è stata colta in flagrante adulterio. Mosè ha detto di lapidarla. Tu che ne dici?".

E la donna portata con forza davanti a Gesù sta lì nel mezzo, circondata da tutti questi accusatori.

Se Gesù avesse detto: "Mosè ha ragione, bisogna lapidarla", allora i farisei avrebbero avuto il motivo per accusarlo di fronte all'autorità romana. Se avesse detto: "no, lasciatela, perdonatela", allora i farisei avrebbero detto: "vedete, questo vostro maestro, questo vostro profeta scredita Mosè". La domanda dei farisei non è per sapere qualche cosa, ma per trovare modo di condannare Gesù.

Gesù ha detto una volta: "non gettate le perle ai porci". I porci sono quelli che non vogliono ascoltare la Parola, ma piuttosto calpestarla, screditarla, farla tacere. Non chiedono per sapere, chiedono soltanto per trovare qualche motivo per mettere in ridicolo, per beffarsi della predicazione del Vangelo.

Gesù non risponde, si china, scrive per terra con il dito. Ma i farisei insistono: "Mosè ha detto di lapidare questa donna. Tu che ne dici?". Allora Gesù si alza e dice: "Chi di voi è senza peccato scagli per primo la pietra contro di lei". È una parola forte. Poco tempo prima i farisei avevano mandato le guardie per arrestare Gesù, ma queste erano state catturate dalla sua parola. Erano tornate a mani vuote, e avevano detto: "nessun uomo ha parlato mai come questo".

Adesso questa parola pronunciata da Gesù trasforma gli accusatori in accusati. Si sentono ripresi nella coscienza, sono colpiti dalle sue parole, li ha feriti profondamente, li ha scoperti in tutto il loro peccato, in tutta la loro malvagità. Cominciando dai più anziani escono ad uno ad uno. Rimane Gesù e la donna là in mezzo.

Davanti a un mondo che tanto facilmente giudica e condanna gli altri, assolvendo se stessi, la Parola del Signore raggiunge anche noi. E noi vogliamo ascoltarla, accoglierla, lasciarci interrogare da essa. "Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei". Questa parola ci invita a guardare dentro noi stessi, a riconoscere la nostra lontananza da lui, vedere i nostri tradimenti e il nostro peccato.

Una parola
di grazia,
di amore,
di fiducia

Gesù rimane solo con la donna e le dice: "dove sono i tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannato?". "No, Signore!". E Gesù: "neppure io ti condanno, va' e non peccare più".

Questa parola del Signore è una parola di grazia, di amore, di fiducia. Questa parola di grazia è pronunciata anche su di noi. Possa ciascuno di noi lasciarsi attrarre da lui, per stare con lui e seguirlo nei giorni della sua Pasqua.

La settimana santa che si apre con la domenica delle Palme ci fa incontrare da vicino il Signore povero, debole, disarmato, forte solo del suo amore che non arretra nemmeno davanti alla morte. I giorni di questa settimana santa sono un'occasione bella per conoscere da vicino il suo amore che conosciamo ancora tanto poco.

È la prima Pasqua di questo nuovo secolo: una nuova occasione di grazia per lasciarci attrarre dal suo amore senza limiti.


e-mail: padremariano@psgna.org