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Brano biblico del giorno feriale - Anno Pari - Anno B

 
 

Lunedì 22 luglio

Matteo 12,14-21. Gesù è il servo del Signore
Preghiera per i poveri

Festa di Maria di Magdala. Annunciò ai discepoli che il Signore era risorto.

 
 

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto».

Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» - che significa: «Maestro!».

Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

 
 

Oggi la liturgia fa memoria di Maria Maddalena, che incontrò Gesù all’inizio della sua missione in Galilea e fu liberata da «sette demoni». Il Vangelo ce la presenta mentre sta accanto al sepolcro vuoto e piange. Non è facile rimanere accanto a un sepolcro, cioè accanto a una sofferenza grande. Ma questa è la forza dell’amore che lega Maria di Magdala al suo maestro. «Donna perché piangi?» chiedono gli angeli, come poi farà lo stesso Gesù.

E le lacrime di Maria ci parlano di un grande amore, di una rivolta contro la morte, e che non c’è una vera risurrezione se non si passa in fondo da quelle lacrime e da quella domanda: «Perché piangi?». E quella domanda rivolta a Maria di Magdala oggi risuona davanti a tanti sepolcri e luoghi di dolore: dai luoghi feriti della guerra, in Ucraina e in tanti altri luoghi del mondo, al dolore di chi si sente solo davanti alla difficoltà e ai problemi della vita. Cosa cerchi?

Quanti cercano pace, futuro, amicizia, un senso alla propria vita. Gesù per Maria era tutto questo. E Maria allora, che la chiesa definisce l’Apostola degli Apostoli, diventa per noi un modello di discepola e apostola. Discepola perché ha imparato dal suo “maestro” che è Gesù (così lo chiama), la compassione che non si rassegna, e le sue lacrime davanti alla tomba vuota richiamano le lacrime dello stesso Gesù davanti alla tomba di Lazzaro.

Apostola perché nell’incontro con Gesù risorto Maria oggi ci aiuta a vivere come un passaggio, una Pasqua, dall’orto del Getsemani, al giardino della risurrezione, la tristezza che si cambia in gioia. È una trasformazione di cui questo mondo ha bisogno, ce lo dicono tanti luoghi che rimangono come vuoti di speranza che non dimentichiamo proprio perché come Maria siamo chiamati a portare questa speranza lì dove manca, discepoli anche noi di questo amore del Signore che non dimentica nessuno.