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Letture commentate - Anno A del ciclo liturgico (2025-2026)
 

L'angelo disse alle donne: non è qui, è risorto!

Introduzione

Il tempo di Pasqua viene a scuoterci, perché non ci rassegniamo alla realtà dura che tanti popoli stanno vivendo. Dinanzi alle violenze che scoppiano nelle nostre città, che a volte coinvolge anche i giovani. ci viene da interrogarci su come diffondere l'interesse verso gli altri, l'amicizia, la solidarietà.

La Pasqua, con la morte e la resurrezione di Gesù, viene a dirci che il male si può vincere, se cerchiamo la forza nelle parole e nelle scelte del Signore Gesù, come ci raccontano i Vangeli.

"Cristo è risorto" - proclamiamo ogni giorno nei nostri momenti di riflessione e di preghiera. Se Cristo è risorto anche noi possiamo risorgere con lui, se siamo innestati sul tronco di amore e di vita che è il Signore Gesù.

Questo tempo dei quaranta giorni della Pasqua sono una palestra per sperimentare che con la forza dello Spirito di Gesù, possiamo anche noi essere diffusori non della rassegnazione e della rinuncia a cambiare questo mondo, ma operatori di un mondo pacificato.

Continueremo ogni giorno, a lasciarci guidare da una pagina della Bibbia, che ci aiuterà in questo ripensamento dei nostri coomportamenti. Anche in questo tempo di Pasqua seguiamo gli schemi della preghiera quotidiana:

Il lunedì vediamo il volto del Signore in quello dei poveri. La preghiera della sera accoglie quindi la memoria dei poveri, di quelli incontrati lungo il giorno e di quelli lontani, anche di interi paesi segnati dalla sofferenza. Li presentiamo tutti al Signore perché li consoli e li liberi dal male.

Il martedì la preghiera è accompagnata da Maria, madre del Signore. Siamo invitati ad apprendere da lei, la prima dei credenti, a «custodire nel cuore» (Lc 2,51) quello che ha ascoltato e a ringraziare il Signore che ha rivolto verso gli umili il suo sguardo.

Il mercoledì preghiamo gli uni per gli altri e per la Chiesa intera. Tutti gioiamo della comunione d’amore che il Signore dona ai suoi figli e alle sue figlie. La preghiera litanica, con i santi del cielo invocati ciascuno per nome, accompagna il nostro cammino nel mondo con la gioia dei salvati.

Il giovedì si ricordano tutte le Chiese cristiane, d’Oriente e d’Occidente, perché cresca la comunione tra i credenti in Cristo e la comunicazione del Vangelo si estenda sino ai confini della terra.

Il venerdì si fa memoria della croce del Signore: da essa sgorga la salvezza. L’intreccio tra le beatitudini evangeliche e la narrazione della passione spinge a contemplare la ricchezza della croce che è assieme annuncio di morte dell’egoismo e di vittoria dell’amore per gli altri.

Il sabato è il giorno della vigilia e dell’attesa della risurrezione del Signore. Si canta davanti alla tomba di Lazzaro morto perché siano sciolte le bende. In lui si raccoglie il grido di aiuto che sale da ogni parte del mondo. Si chiede a Dio di intervenire perché tutti veniamo sciolti dalle bende del peccato e salvati dalla misericordia di Dio.

La domenica raccoglie i giorni passati e li orienta verso la domenica eterna, giorno senza tramonto, quando tutti saremo nella casa del Padre.

Durante ogni mese due preghiere particolari vengono richiamate: la Preghiera per i malati e la Preghiera per la pace. La scelta di vivere in maniera particolare questi due momenti di preghiera nasce dalla fede nella misericordia di Dio che si china per accogliere e aiutare coloro che sono nella sofferenza causata sia dalla malattia che dalla guerra. La vicinanza ai poveri, ai deboli, all'enorme sofferenza che si abbatte sulla vita di tanti non può lasciarci indifferenti. La Parola di Dio offre una luce.