Anche noi bambini leggiamo il Vangelo
29 Marzo 2009 -
Quinta Domenica di Quaresima/B

parrocchia san gennaro all'olmo - napoli - se vuoi scriverci questo è l'indirizzo: mariano@psgna.org

Gesù con Nicodemo.

Questa di oggi è l’ultima domenica prima della settimana più importante di tutto l’anno.

Si chiama - per questo - SETTIMANA SANTA.

Ascoltiamo dal Vangelo di san Giovanni al capitolo 12, versetti da 20 a 33:

20Tra quelli che erano saliti per il culto durante la festa di Pasqua, c’erano anche alcuni Greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, e gli domandarono: «Signore, vogliamo vedere Gesù».
Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose loro: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato. In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome».
Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!».
La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

È la Settimana durante la quale celebriamo quello che Gesù ha vissuto negli ultimi giorni della sua vita sulla terra.

Domenica accompagniamo Gesù che entra in Gerusalemme, cantando anche noi come i bambini di Gerusalemme che accolsero Gesù.

Ricorderemo e ripeteremo il gesto di Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli, per dire che egli si abbassa dinanzi a noi per insegnarci ad essere umili e non orgogliosi.

E poi di fronte a quelli che lo condannano innocentemente a morire in croce, egli continua ad amare e perdonare. Perdona anche quelli che lo hanno inchiodato alla croce.

Questo suo amore che è più forte anche della morte egli lo vuole dare a noi. E dopo tre giorni che è rimasto nella tomba, Dio, il Padre suo, lo riporta alla vita.

Comprendiamo così che chi ama non muore mai, ma rimane vivo anche dopo la morte.

Questo significano le parole di Gesù che abbiamo ascoltato:
“se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna”.

Oggi ricordiamo un vescovo che non solo amava molto Gesù, ma anche molto i poveri e anche i suoi nemici. E per questo fu ucciso il 24 marzo 1980, mentre celebrava la messa, al momento dell’offertorio, quando noi portiamo il pane e il vino con i fiori e le preghiere, all’altare.

Se noi impariamo a fare gesti anche piccoli, in favore degli altri, rinunciando anche a qualcosa di nostro sentiremo una gioia proprio perché non siamo stati attaccati alle nostre cose, ma abbiamo dato qualcosa per gli altri.

Così ci prepariamo a vivere i giorni belli e importanti della Pasqua.

"Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo, se invece muore, produce molto frutto.


Preghiera a Gesù

Caro Gesù

aiutami a non restare attaccato alle mie cose, ma a dividerle con gli altri.