Anche noi bambini leggiamo il Vangelo
26 Aprile 2009 -
Terza Domenica di Pasqua/B

parrocchia san gennaro all'olmo - napoli - se vuoi scriverci questo è l'indirizzo: mariano@psgna.org

Gesù ci chiama a guardare con amore
le persone che sono disprezzate e maltrattare

Questa di oggi è la terza domenica di Pasqua. Perché Pasqua è un tempo che dura 50 giorni, fino alla festa di Pentecoste, quando Gesù manda sui suoi primi amici, gli apostoli, lo Spirito Santo, che è una forza di amore.

E queste settimane ci aiutano a capire meglio che cosa è la Pasqua e perché è importante per noi.
Ascoltiamo dal Vangelo di san Luca al capitolo 24, versetti da 35 a 48:

[I due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano [agli Undici e a quelli che erano con loro] ciò che era accaduto lungo la via e come avevano riconosciuto [Gesù] nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma.

Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi».

Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

La scena del Vangelo si svolge in un piccolo luogo dove sono riuniti gli amici di Gesù, quando di sera, molto tardi, sono arrivati due discepoli per raccontare che avevano visto Gesù risorto, vivo, che aveva camminato con loro mentre ritornavano a casa e poi aveva mangiato con loro quando erano giunti al loro villaggio.

Ma mentre ora stanno raccontando questo fatto, Gesù si fa presente in mezzo a loro. Tutti pensano che sia un fantasma e non la persona vera di Gesù.

Tanto che Gesù dice: guardate le mie mani e i miei piedi con i segni delle ferite della croce. E se ancora non credete, datemi qualcosa da mangiare. Così capite che sono proprio io e non un fantasma.

Poi Gesù si mette a spiegare perché lui ha accettato le offese che ha ricevuto quando gli hanno sputato in faccia, lo hanno colpito con delle cordicelle e poi lo hanno fatto morire in croce.

E tutto questo mentre i suoi amici, gli apostoli sono fuggiti e lo hanno lasciato solo. Solamente tre donne e un ragazzo sono rimaste con lui sotto la croce.

Gesù vuole far capire anche a noi che è molto importante stare vicino a chi soffre, non abbandonarlo, fargli compagnia, fare piccoli gesti di sollievo.

Queste parole di Gesù ci fanno pensare ai bambini soldato, ai bambini zingari che non vanno a scuola perché nessuno si interessa di loro, ci fanno pensare agli stranieri che spesso sono guardati male, sono disprezzati o cacciati via.

Oggi vogliamo pregare per loro ed essere pronti ad aiutarli, a non trattarli male quando li incontriamo.

Questo certamente fa molto piacere a Gesù e ci fa provare una gioia nel nostro cuore.

"Guardate le mie mani e i miei piedi feriti"


Preghiera a Gesù

Caro Gesù

io ti prego per i bambini zingari.

Quando li incontro lo tratterò bene e darò loro qualcosa.