parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli

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la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 28/07/19

Domenica 17ª Tempo Ordinario /C
 
 

Letture: Genesi 18, 20-32; Salmo 137; Colossesi 2, 12-14; Luca 11, 1-13.

 

Dal Vangelo di Luca capitolo 11 versetti da 1 a 13

1 Gesù si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei suoi discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 2Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno; 3dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, 4e perdona a noi i nostri peccati, anche noi infatti perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione».

5Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, 6perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, 7e se quello dall'interno gli risponde: “Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, 8vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.

9Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 10Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. 11Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? 12O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? 13Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».


LA PREGHIERA, CIBO SPIRITUALE QUOTIDIANO


Gesù si trovava in un luogo a pregare.
Uno dei discepoli disse a Gesù:
«Signore, insegnaci a pregare»

La preghiera di Gesù

Nella vita terrena di Gesù la preghiera è qualcosa di quotidiano, di necessario e manifesta il suo rapporto costante col Padre suo. La preghiera di Gesù è il suo dialogo filiale col Padre. I suoi amici – gli apostoli - lo vedono pregare, colgono l’intensità della sua preghiera, ne restano colpiti, ammirati. E un giorno uno dei discepoli gli dice: «insegna anche a noi a pregare come fai tu».

La risposta di Gesù è il “Padre nostro”, che nel vangelo di Luca troviamo in forma più breve rispetto al testo che troviamo nel Vangelo di Matteo, ma il contenuto è lo stesso. Gesù ci invita a entrare nella stessa dimensione che egli vive con Dio: chiamarlo Padre, padre di tutti noi, Padre nostro. Egli ci invita a fare nostro il suo desiderio: che il Padre venga conosciuto e che si instaurino sulla terra nuovi rapporti fra gli uomini, come figli dell’unico Padre.

Chiamare Dio “papà”

Gesù ci spinge a chiamare Dio col termine filiale di Abbà, papà. È una relazione intima, che vediamo espressa anche nel rapporto di Abramo con Dio, nel dialogo che egli ha con Lui quando interviene e intercede per salvare la città di Sodoma. Nella preghiera del “Padre nostro” Gesù ci fa entrare in un rapporto confidenziale e immediato con Dio.

«Sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno»: il desiderio e l’agire di Gesù diventano i nostri desideri e il nostro agire; che Dio sia conosciuto, che il suo amore penetri nel cuore degli uomini così da trasformare i loro rapporti. Col Padre nostro ci sentiamo spinti non solo al rapporto con Dio ma a quello con tutti gli uomini.

Affidare la nostra vita al Signore

Le sofferenze, i dolori, i bisogni e le domande di tanti uomini e donne in tanti luoghi vicini e lontani da noi, ci coinvolgono, rendono incessante e fiduciosa la nostra preghiera: per i poveri, per i malati, per i paesi in guerra, per le persone sole, quelle abbandonate. Venga il tuo regno, venga la pace, cresca la fraternità, l’amore vicendevole, la cura e la preoccupazione per gli altri. Questo significa pregare come Gesù, questa è la richiesta dei discepoli a lui.

«Dacci ogni giorno il nostro pane quotidiano, e perdona a noi i nostri peccati, anche noi perdoniamo a ogni nostro debitore, e non abbandonarci alla tentazione»: i discepoli del Signore a lui affidano la loro vita, in tutto dipendono da lui, anche nei bisogni materiali; da Lui perdonati imparano a fare altrettanto, contribuendo ad affrettare la pace.

Anche i discepoli conoscono le prove, come è stato per Gesù, ma chiedono nella preghiera di essere protetti e sostenuti nei momenti della prova, della tentazione di adeguarsi alla mentalità di questo mondo. Perciò chiedono: «non abbandonarci alla tentazione», non permettere che le prove prendano il sopravvento su di noi.

Non temiamo di importunare Dio con la nostra preghiera

Comprendiamo, allora, quanto la preghiera sia per noi un fatto vitale, necessario, quotidiano, per camminare come discepoli del Signore, amici di Dio come Abramo. Non temiamo di importunare Dio, come l’amico importuno che va di notte a chiedere tre pani e sa che senza dubbio il suo amico si alzerà, aprirà la porta, anche a costo di svegliare i figli.

Dio esaudisce la nostra preghiera, non temiamo di chiedere ogni giorno il pane necessario, con fiducia e audacia. Chiedere, cercare, bussare: tre immagini con lo stesso significato, per dirci che Dio apre la porta della propria comunione a chi bussa. Ma è lo Spirito Santo il grande dono da chiedere al Padre: lo Spirito Santo racchiude ogni bene, anche i bisogni concreti dell’uomo. Ed è lo Spirito che guida i discepoli del Signore, la comunità, la Chiesa..

Intenzioni di preghiera

1) O Signore, assieme ai discepoli, anche noi diciamo: “Insegnaci a pregare”, a partecipare del tuo modo di parlare al Padre, di stare alla sua presenza, di colloquiare con lui in modo confidente.

2) Ti preghiamo, Signore, per papa Francesco, per il nostro vescovo Crescenzio: sostienili e proteggili e per la Chiesa perché, facendo proprie le sofferenze dell’umanità, sempre bussi al cuore di Dio, presentandogli le necessità dei suoi figli e confidando nel suo soccorso.

3) Signore, insegnaci a non sottrarci alla comunicazione generosa del Vangelo. Guida la Chiesa per le vie del mondo, preservala da ogni male, custodiscila nell’amore.

4) Signore. accogli la nostra insistente preghiera di intercessione per la pace, soprattutto dove spirano venti di guerra. Libera coloro che sono ancora prigionieri e in pericolo: custodisci la loro vita.

5) O Signore, nella tua misericordia senza confini, ascolta la preghiera di chi è malato, solo, anziano e si affida a te e alla speranza della tua guarigione e della tua consolazione.