parrocchia
san Gennaro all'Olmo Napoli

2
la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione dell'11/12/16

Domenica 3ª Tempo Avvento /A
 
 

Letture: Isaia 35,1-6.8.10; Salmo 145; Giacomo 5,7-10; Matteo 11,2-11.

 

Dal Vangelo di Matteo capitolo 11, versetti da 2 a 11

2Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò 3a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».

4Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: 5i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. 6E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

7Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? 8Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re!

9Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. 10Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via.

11In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.


I SEGNI DELLA VENUTA DI GESÙ

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Giovanni, che era in carcere, per mezzo dei suoi discepoli
mandò a dire a Gesù: «Sei tu colui che deve venire
o dobbiamo aspettare un altro?»

 

Questo mondo può cambiare

«Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa»: è un invito della parola di Dio a rallegrarci che il profeta rivolge anche a noi. Ci dice che questo mondo somiglia a un deserto: viviamo nelle nostre città, in mezzo alla gente, ma il mondo in cui viviamo si sta inaridendo. C’è aridità di bontà, di compassione, di amicizia.

Tanta gente è intristita, arrabbiata, concentrata su se stessa. Per molti la vita è un deserto perché anche in mezzo a tante persone, sono completamente soli, nessuno li chiama per nome.

C’è quella che papa Francesco chiama la cultura dello scarto, ciò che non serve si butta: gli anziani a che servono? I poveri a che servono? Alla fine diventano invisibili.

Quello di un mondo nuovo è solo un sogno?

Eppure la parola di Dio ci apre gli occhi oltre la tristezza e la rassegnazione di questo mondo, ci presenta un mondo nuovo ove lo zoppo salta come un cerco, il muto grida di gioia e una strada si apre in mezzo alla pesantezza della condizione umana.

Ma è solo un sogno? Oppure una bella speranza per consolare la tristezza della nostra condizione? Quando potremo vedere le parole di Isaia divenire realtà? Giovanni Battista che ha predicato per preparare la venuta di Gesù è finito in carcere.

E riflette, si interroga e manda alcuni suoi discepoli da Gesù per chiedere: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Quando si realizzeranno le parole di Isaia? Quando viene questo mondo nuovo?

Con Gesù inizia un mondo nuovo

E Gesù risponde che questo sogno già è diventato realtà con lui. Quelli che erano scartati sono accolti: «i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo». La misericordia e la compassione operano attraverso Gesù e tanti sono meravigliati, stupiti. Ma questi sono i segni del tempo nuovo.

E il Signore continua a riunire un popolo dove trovano posto quelli che prima erano esclusi. È un popolo che nasce e cresce attorno al Vangelo, ascoltato e vissuto. E vediamo che poco a poco cominciamo a cambiare, il deserto del nostro cuore comincia a diventare un giardino. E in questo mondo dove tanti «io» si impongono e ognuno va avanti da solo, il Signore con la sua parola compie il miracolo di farci passare dall’«io» al «noi».

La fatica di essere insieme

Nella nostra cultura oggi è raro incontrarsi per condividere pensieri, si dice “mandami una mail, o scrivilo su facebook, io poi ti leggo, perché fare la fatica di essere insieme? Ma essere insieme ci dà una forza, ognuno di noi ha bisogno di vedere che non è solo. E poi ricordiamoci che Gesù stesso dice nel Vangelo: «dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì ci sono io in mezzo a loro» (Mt 18,20).

E riuniti dal Signore cominciamo a vedere i segni di una nuova cultura anche oggi e a compierli anche noi. In questo tempo di Avvento, mentre ci avviciniamo al Natale c’è un movimento non solo nella nostra città ma anche in tante parti del mondo, un movimento di persone, di cuori che preparano bene la venuta di Gesù nel Natale.

I pranzi di Natale assieme ai poveri

È un movimento che non fa notizia sui giornali ma che coinvolge tanti. Anche noi possiamo coinvolgerci. Tanti stanno preparando i pranzi di Natale assieme ai poveri, qui e altrove, in tante città del mondo. Il pranzo con i poveri esprime con forza il senso profondo del Natale, che fa essere la famiglia di chi non ha famiglia.

I segni di questo avvento ci sono anche oggi, sono i miracoli della carità, della giustizia, della misericordia di Dio: farsi vicino ai più deboli e più poveri, consolare chi è nel pianto ed essere teneri e premurosi con chi è malato e abbandonato. Beato chi accoglie questi segni, si lascia toccare il cuore e si coinvolge in questo movimento dove chi aiuta e chi è aiutato non si distinguono perché sono un’unica famiglia.

Intenzioni di preghiera

1) O Signore, rendici capaci di scorgere i grandi segni di amore che fai nascere in mezzo a noi e che ci guidano ad un altro Natale di speranza.

2) Ti preghiamo, o Signore, perché accogliendo la predicazione di Giovanni Battista, in questo tempo di Avvento sappiamo rinnovare la nostra vita, per venire incontro a te con frutti degni di conversione.

3) O Signore, noi ti preghiamo per la tua Santa Chiesa: perché possa vivere la sua missione universale di preparare la via a te che vieni. Accompagna con il tuo amore Papa Francesco, il nostro vescovo Crescenzio.

4) O Signore, che chiami tutti gli uomini a condividere la pace e la gioia del tuo regno, insegnaci a condurre tanti su questa via di speranza e di gioia, perché possano incontrare il tuo volto.

5) Signore, fa’ che la tua venuta in mezzo agli uomini inauguri un tempo nuovo di riconciliazione e di pace per tutta l’umanità e particolarmente per chi soffre, per chi è in guerra, per chi ha il cuore spezzato, per i prigionieri. Ricordati di Mar Gregorios, di Paul Yazigi, di Padre Dall’Oglio e di quanti sono ancora sequestrati e in pericolo in Siria, in Iraq e in ogni luogo.