parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli

la Bibbia
Vangelo festivo

Predicazione del 22/12/13

Domenica 4ª del Tempo di Avvento /A
   

Letture: Isaia 7,10-14; Salmo 23; Romani 1,1-7; Matteo 1, 18-24

 


«Giuseppe non temere di prendere
con te Maria, tua sposa».

Dal Vangelo di Matteo capitolo 1, versetti da 18 a 24

18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.

20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi.

24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; 25senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.iù grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.

non abbiate paura di lasciarvi coinvolgere dal signore
nel suo disegno di amore per tutti gli uomini

Giuseppe ci accompagna al Natale di Gesù

Siamo giunti alla soglia del Natale, che vogliamo vivere nella gioia di trovarci accanto al Bambino di Betlemme, uniti a tanti che si avvicinano a noi, per stare accanto a tanti amici del Signore, quelli che egli chiamerà «i miei fratelli più piccoli».

E oggi, ultima domenica di questo prezioso tempo di Avvento, la liturgia ci fa incontrare Giuseppe, una persona comune, un umile operaio di un piccolo villaggio della Galilea, che sognava un futuro normale, con una famiglia portata avanti col suo lavoro di carpentiere. Egli ci aiuta a scegliere in maniera umile e coraggiosa di porci senza timore dalla parte del Signore.

La liturgia ce lo fa incontrare perché abbiamo molto da imparare da lui, una persona comune che si lascia sconvolgere nei suoi piani e coinvolgere in un sogno che mai avrebbe immaginato.

Il Signore ci parla e aspetta la nostra risposta

Dio viene in mezzo agli uomini in punta di piedi, lontano dai rumori e dal chiasso vuoto di questo mondo. Mai si impone con la forza, ma parla, fa conoscere il suo disegno di amore e aspetta la nostra risposta.

Così avviene per Maria e lo stesso accade ora con Giuseppe. E lo stesso comportamento il Signore ha con ciascuno di noi: egli ci parla, ci fa conoscere il suo sogno di amore e di pace che egli ha per tutti gli uomini e aspetta la nostra risposta.

La Chiesa, la comunità, è come Maria, annunciatrice e portatrice di un dono grande che non viene dagli uomini ma da Dio stesso: «Maria, essendo prometta sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme, si trovò incinta per opera dello Spirito Santo» (Mt. 1, 18). Anche noi siamo chiamati ad accogliere questo dono, come Giuseppe.

Gesù viene per liberare tutti gli oppressi sotto un giogo pesante

Questo dono è Gesù che con la sua parola, la sua vita, viene a trasformare la vita di questo mondo, viene a liberare i popoli dal giogo pesante che li opprime. Dirà, infatti, ai discepoli e a quelli che lo ascoltavano: «Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero» (Mt. 11, 30).
Pensiamo alla vita pesante e dura di coloro che fuggono dalla guerra, di coloro che sono perseguitati, di quelli che non hanno una casa, che sono soli e deboli, che non trovano accoglienza nelle città degli uomini. Sono quelli che il Signore ci chiama ad incontrare, ad accogliere, a farci loro accanto con amore, con la forza che il Signore ci comunica.

È questo il senso delle parole che raggiungono Giuseppe, mentre si accingeva a separare la sua vita da quella di Maria, perché si sentiva estraneo a quel miracolo di vita che gli era sconosciuto. Era un uomo giusto – dice il Vangelo – e pensava che il meglio che potesse fare fosse quello di ripudiare Maria in segreto.

“Non aver paura di prendere con te Maria, tua sposa”

Ma il Signore gli parla in sogno attraverso un angelo e gli spiega che dinanzi ai suoi occhi si sta svelando qualcosa di grande, di bello, il dono grande di Dio all’umanità, un dono che è il suo stesso Figlio fatto uomo per noi. Qualcosa che non viene dagli uomini, ma da Dio stesso. È il segno che era stato annunciato da Isaia al re Acaz: «Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».

Non aver paura di prendere con te Maria, perché il Signore sta viene a realizzare il suo disegno di amore in un mondo troppo diviso, dove ci sono troppi che soffrono, che languono e che aspettano. Accogli questo evento che viene da Dio, non temere di assumerti la responsabilità di questo evento, sostienilo, accompagnalo, proteggilo dai pericoli e fallo crescere.

E Giuseppe mette da parte i suoi criteri umani con i quali pensava di agire e si lascia coinvolgere, si apre all’«oltre» di Dio che gli è stato manifestato. Il suo sarà un servizio umile ma efficace nel difendere la vita di quel bambino e di Maria sua madre. Vengono in mente le parole di Gesù ai discepoli: «Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”» (Lc 17, 10).

Comunichiamo quanto il Signore ci fa vivere

Rispondiamo anche noi al Signore che ci parla, che ci ha accompagnati in questo tempo con premura, parlando al nostro cuore. E viviamo con gioia questi giorni santi, accanto ai nostri fratelli più piccoli, poveri, soli, malati, stranieri, piccoli, deboli.

E comunichiamo quanto il Signore ci fa vivere, a tutti quelli che in questi giorni si uniscono a noi per questa grande tavola apparecchiata nel mondo. Scrive papa Francesco nella sua esortazione Evangelii gaudium: «Tutti siamo chiamati ad offrire agli altri la testimonianza esplicita dell’amore salvifico del Signore, che ci offre la sua vicinanza, la sua Parola, la sua forza, e dà senso alla nostra vita. Il tuo cuore sa che la vita non è la stessa senza di Lui, dunque quello che hai scoperto, quello che ti aiuta a vivere e che ti dà speranza, quello è ciò che devi comunicare agli altri (EG 121).

Intenzioni di preghiera

  • O Signore, dona anche a noi, come donasti a Giuseppe, attraverso l’umile via dei sogni, di saper accogliere Colui che salva il mondo. Aiutaci a prendere parte al grande disegno d’amore del Vangelo e a vivere la speranza di cambiare il mondo.
  • Ti ringraziamo, o Signore, perché la tua Parola nell’Avvento ci accompagna sino alla soglia del Natale. Aiutaci a ricevere l’annuncio della tua nascita, nell’accoglienza ai poveri e ai diseredati della terra.
  • Ti preghiamo, o Signore, per il Papa Francesco, per il nostro vescovo Crescenzio e per la tua Chiesa, perché sia nel mondo un segno dell’amore e dell’attenzione di Dio per i suoi figli, particolarmente per quanti sono nella sofferenza, nella tristezza, nel dubbio.
  • Ti presentiamo, o Signore, le invocazioni che lungo questa settimana sono state affidate alla nostra preghiera: in particolare fa’ che la tua venuta in mezzo agli uomini inauguri un tempo nuovo di riconciliazione e di pace. Veglia sul Centrafrica, sul Mozambico e sulla Siria. Proteggi lì la vita dei vescovi Mar Gregorios Hibraim e Paul Yazigi e di tutti coloro che sono ancora sequestrati e in pericolo.
  • Signore, ti preghiamo per coloro che sono nell’afflizione, perché possano trovare consolazione: il povero misericordia, il malato guarigione, il peccatore perdono, chi è prigioniero la liberazione.