parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli

la Bibbia
Vangelo festivo
Predicazione del 22/10/06
29ª domenica dopo Pentecoste /B
   
Letture: Isaia 53, 2.3.10-11; Salmo 32; Ebrei 4, 14-16; Marco 10, 35-45.

Ricordo di Maria Salome, madre di Giacomo e Giovanni, che seguì il Signore fin sotto la croce e lo depose nel sepolcro.


"Io sono venuto per servire e dare la mia vita in riscatto per molti "

Dal Vangelo di Marco capitolo 10 versetti da 35 a 45

35Si avvicinarono a Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: “Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo”. 36Egli disse loro: “Cosa volete che io faccia per voi?”. Gli risposero: 37“Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”.

38Gesù disse loro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”. Gli risposero: “Lo possiamo”. 39E Gesù disse: “Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. 40Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato”.

41All’udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. 42Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. 43Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, 44e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. 45Il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”.

Il potere di GesÙ È quello di amare

C’è bisogno di crescere interiormente ogni giorno

Da tanto tempo noi ascoltiamo il Signore, il suo Vangelo; ma tanti nostri pensieri resistono al cambiamento che il Vangelo chiede alla nostra vita. L’episodio raccontato da Marco nella pagina evangelica odierna ci apre gli occhi e ci aiuta a comprendere quello che il Signore aspetta da noi.

Siamo sulla strada verso Gerusalemme e per la terza volta Gesù aveva confidato ai discepoli quello che lo aspettava al termine del cammino, i giorni dolorosi della passione e della morte in croce. Ma due discepoli, i fratelli Giacomo e Giovanni, per nulla toccati da queste parole di Gesù, si fanno avanti e chiedono i primi posti accanto a lui quando instaurerà il regno.

Dopo la confessione di Pietro a Cesarea e la discussione su chi tra loro fosse il primo, probabilmente è cresciuto un clima di rivalità tra i discepoli; e questo spiega la richiesta dei due fratelli. Qui vediamo quanto essi sono distanti dal pensiero e dalle preoccupazioni di Gesù. Non basta, infatti, stargli fisicamente vicino per comprenderlo. È necessario ascoltare ogni giorno la sua parola per crescere interiormente, per non ritrovarci con i pensieri di sempre.

La pazienza del Signore che si rimette a spiegare

Gesù con grande pazienza, attraverso due simboli, il calice e il battesimo, riprende quanto aveva detto sulle sofferenze e sulle prove a cui andava incontro: “Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?”. Con queste due immagini Gesù vuole spiegare che il suo cammino non è una carriera verso il potere, piuttosto è prendere su di sé il male degli uomini.

Ai due discepoli non interessa ascoltare le parole di Gesù e sforzarsi di comprenderle, interessa solo l’assicurazione del posto. E con grande faciloneria rispondono: “Lo possiamo”. Dicono “lo possiamo” senza comprendere nulla; come faranno durante l’ultima cena quando a Gesù che preannuncia l’abbandono da parte loro nelle ore della passione, Pietro risponde: “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. E tutti gli altri ripetono la stessa cosa.

Il risentimento degli altri dieci era da aspettarselo, perché anch’essi non erano esemplari di umiltà, da lasciar passare inosservato il tentativo ambizioso dei due fratelli. E Gesù ancora una volta li chiama attorno a sé e si mette a spiegare loro: “Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. Fra voi però non deve essere così”.

Passare dal potere egoistico al potere dell’amore

L’istinto del potere è ben radicato nel cuore degli uomini, nessuno ne è immune, anche all’interno della Chiesa. Possiamo dire che Gesù stesso subì la tentazione del potere quando fu condotto dallo Spirito nel deserto. È bene chiederci come usiamo la fetta di potere che ciascuno ha nella famiglia, sul lavoro, nella comunità ecclesiale, in tutti gli ambienti dove abbiamo una responsabilità: quanto spesso la usiamo in maniera egoistica, arrogante, suscitando o subendo amarezze, lotte, invidie, opposizioni?

Anche a noi Gesù continua a dire: “Fra voi non deve essere così”. Il potere di Gesù, che egli dà anche a noi è il potere dell’amore, che ci fa spendere per gli altri, ci fa essere compagni accanto agli altri soprattutto nei momenti di debolezza, di dolore; compagni dei sofferenti, dei fragili, dei feriti nel corpo e nella mente.

Questa è la vita e il comportamento di Gesù che emerge dai vangeli: “Non sono venuto per essere servito, ma per servire e dare la vita in riscatto per molti”. E questo siamo chiamati a vivere anche noi se vogliamo essere suoi discepoli.

Intenzioni di preghiera:

  • Signore che ci rendi partecipi del tuo potere di cambiare i cuori, di guarire le malattie, di vincere il male con il bene, aiutaci a vivere uno spirito di servizio e di vera umiltà nell’amore generoso verso tutti.
  • [per i bambini] Gesù, tu ti fai vicino a tutti. Insegna anche a me e ai miei compagni a stare vicino a tutti, specialmente a quelli che sono più deboli e hanno bisogno di aiuto.
  • O Signore, ti preghiamo per il papa Benedetto, per il nostro vescovo Crescenzio e ti chiediamo: riempi della tua grazia e dei tuoi doni la tua Chiesa. Proteggi e sostieni col tuo amore tutti i suoi pastori.
  • Ti preghiamo o Signore per chi esercita il potere tra le nazioni, per tutti i governanti perché con lo sguardo rivolto a Te, creatore e padre di tutti, siano impegnati nella ricerca del bene comune, nello sforzo di difendere e cercare la libertà e la dignità di ogni uomo e di ogni donna.
  • O Signore, ad una sola voce ti chiediamo di disarmare i disegni dei violenti. Fa risorgere il mondo intero perché l’odio, la violenza, il terrorismo, la guerra non incombano più sul suo destino.
  • Ti preghiamo Signore per chi cerca parole di salvezza e consolazione per la propria sofferenza e per tutti i malati.