parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli
la Bibbia
Vangelo festivo
Predicazione del 02/06/02
Festa del Corpus Domini- anno A
 
Letture: Deuteronomio 8, 2-3.14-16; Salmo 147; 1 Corinzi 10, 16-17; Giovanni 6, 51-58.

"Chi mangia questo pane vivrà in eterno"

dal Vangelo di Giovanni, capitolo 6 versetti 51-58.

51 Gesù disse alle folle dei Giudei:
"Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo".

52Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: "Come può costui darci la sua carne da mangiare?".

53Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell`uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.

55Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.

58Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno".

UN CIBO CHE NUTRE E UNA BEVANDA CHE DISSETA

Un rapporto dinamico col Signore

Viviamo in un mondo dove ci si muove tanto. C'è una grande mobilità che tocca un po' tutti i vari aspetti della vita: da quello economico, sociale, a quello della tecnica, sempre in continua evoluzione.

Eppure nel rapporto col Signore tante volte ci pensiamo dentro una dimensione statica. Abbiamo dei ricordi belli di momenti vissuti in Chiesa, momenti che hanno lasciato una impronta, ma facilmente siamo lontani dal vivere la dimensione di un rapporto vivo col Signore, un rapporto che evolve, cresce, si sviluppa.

Il "Corpo del Signore"

Oggi celebriamo la festa del "Corpus Domini", la festa del Corpo del Signore. E Corpo del Signore è la carne e il sangue suo che riceviamo nel segno del pane e del vino consacrati nella liturgia eucaristica; ma Corpo del Signore è anche l'unione di tutti quelli che si nutrono del corpo e sangue di Cristo.

Gesù parla di sé come del "pane vivo disceso dal cielo", che si fa nostro nutrimento per comunicarci la vita di Dio, del Padre suo. E nel ricevere questa vita che ci viene comunicata, noi sperimentiamo un dinamismo interiore, che sviluppa energie di amore, suscita desideri che muovono incontro agli altri, dona una intelligenza che potremmo chiamare meglio "intelligenza del cuore".

È la vita interiore che si sviluppa e ci fa crescere anche quando l'età fisica del nostro corpo non vive più questa fase per l'accumularsi degli anni.

Gesù si offre a noi come cibo di vita, nutrimento, anzi dice: "la mia carne è vero cibo e il mio sangue è vera bevanda" (Giovanni 6, 55). Certamente nella nostra società occidentale abbiamo abbondanza di cibi e di bevande. In questa abbondanza che ci circonda Gesù ci dice che egli è il vero cibo e la vera bevanda.

Un cibo che nutre e una bevanda che disseta veramente

Non è forse vero che, pur vivendo nell'abbondanza di beni, di cibo e di parole, abbiamo una fame che non viene soddisfatta da queste cose?

Abbiamo bisogno di un cibo e di una bevanda che il mondo non sa produrre, un pane che sfama e soddisfa i nostri desideri più profondi di vita. Abbiamo fame di amore, di calore umano, di vera vicinanza.

Abbiamo forse bussato a tante porte, assaggiato tanti cibi e bevuto le bevande più varie, ma non ci siamo né sfamati né dissetati.

Guardiamo allora al nostro incontro domenicale col Signore, alla liturgia eucaristica, come ad un pranzo a cui il Signore ci invita, che nutre e disseta la fame dell'uomo interiore. Questo cibo spirituale ci nutre, ci fa rinascere dal di dentro, ci rinnova, ci sazia.

La domenica, nella liturgia eucaristica, Gesù si ferma e mangia con noi e ci apre a una vita piena di amicizia e di pace.

Il Corpo sofferente del Signore

Per questo la festa del Corpus Domini ci lega a tutti quelli che sono feriti nel corpo e nel cuore, ai poveri, ai deboli, agli oppressi e ai malati. Anch'essi sono il "Corpus Domini". E chi si nutre del Corpo del Signore, si allea con quest'altro "corpo" sofferente, anzi forma una sola carne con loro.

Il pane eucaristico ci nutre, trasforma il nostro cuore, ci rende più simili al Signore Gesù. Dice l'apostolo Paolo: "E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo?" (1 Corinzi 10,16).

Tante volte ci agitiamo, ci sentiamo insoddisfatti, a volte ci viene un senso di depressione. Forse è manifestazione di una fame che cerca un cibo diverso. Nel libro del Deuteronomio leggiamo di Mosè che rivolgendosi al popolo dice: "Il Signore ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi, … per farti capire che l'uomo non vive soltanto di pane, ma di tutto ciò che esce dalla bocca del Signore" (Deuteronomio 8, 3).

Nella Eucaristia, nutriti dalla Parola e dal pane di vita, noi veniamo alimentati interiormente, il Signore stesso viene ad abitare in noi e ci aiuta a camminare liberati da tanti condizionamenti.

Mendicanti del pane della vita

In questo mondo che tante volte si presenta arido e inaccogliente, noi camminiamo avendo un cibo che nutre e una bevanda che disseta. Nel mondo incontriamo tanti mendicanti di un pane e di una bevanda che il mondo non sa produrre. E noi potremo indicare loro dove nutrirsi e abbeverarsi.