parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli
la Bibbia
Vangelo festivo
Predicazione del 26/05/02
Festa della Santissima Trinità - anno A
 
Letture: Esodo 34,4-6.8-9; Daniele 3,52-56; 2ªCorinzi 13,11-13; Giovanni 3,16-18.

"Chi crede in lui non è condannato"

 

 

dal Vangelo di Giovanni, capitolo 3 versetti 16-18.

 

16Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.

17Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

18Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell`unigenito Figlio di Dio.

 

IL FLUSSO DI AMORE DI DIO CI RAGGIUNGE

La festa della Trinità

La domenica successiva alla Pentecoste, la Chiesa ci fa celebrare la festa della Trinità, che apre l'ultimo periodo dell'anno liturgico, chiamato tempo "ordinario", il tempo della nostra vita di tutti i giorni, su cui si proietta la vita stessa di Dio.

È questo il senso della vita dei cristiani: vivere il nostro tempo con Dio che è presente e cammina accanto a noi. Con la piena manifestazione di Dio realizzatasi dalla venuta di Gesù, Dio si è fermato presso di noi e - come Mosè chiedeva stando sulla cima del monte Sinai - "il Signore cammina in mezzo a noi" (Esodo 34, 8).

La festa della Trinità ci dice che il Dio di Gesù non è un Dio solitario, ma una famiglia di tre persone che - potremmo dire - si vogliono così bene da essere una sola cosa. A questa unione profonda nell'amore siamo chiamati noi, discepoli suoi.

Questa "famiglia" di Dio, la Trinità - il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo - non ha tenuto per sé questa unione e questa gioia; l'ha riversata su di noi perché potessimo vivere la sua stessa vita. È questa la sfida che Dio lancia agli uomini e che noi vogliamo raccogliere.

Un Dio vicino e presente

Infatti l'apostolo Paolo ci invita a "stare lieti, a tendere alla perfezione, ad avere gli stessi sentimenti, vivendo in pace". E aggiunge: "il Dio dell'amore e della pace sarà con voi" (2 Corinzi 13,11).

Con Gesù Dio si è fatto vicino a noi, è diventato uno di noi per attirarci nell'orbita del suo amore e incorporarci a Lui. La Trinità è questo mistero sovrabbondante di amore che cala su di noi e ci vuole travolgere, se noi ci lasciamo andare a questo amore.

Conosciamo - almeno un po' - le tante sofferenze di questo mondo, le divisioni, le guerre, la povertà di tanti accanto a quelli che sono ricchi. Ma conosciamo anche che dove l'uomo si apre all'amore grande di Dio, la vita si trasforma nel profondo, scorre rigogliosa e gli uomini sentono che la loro vocazione di essere pienamente umani si realizza.

E si affrontano le divisioni, si abbattono i muri, si riprende il dialogo, si colmano le distanze.

Conoscere Dio più profondamente

Forse tanti si sono fermati ad una conoscenza esteriore di Dio, ad un contatto materiale con Lui attraverso alcuni momenti religiosi. Ma Dio ci chiama ad entrare in un rapporto personale con lui. La preghiera umile e semplice ci mette davanti a Lui, permette che qualcosa della sua energia di amore venga in noi e ci spinga, ci trasformi, ci conduca nella vita di tutti i giorni.

Possiamo dire che Dio facendosi conoscere attraverso il Figlio e donandoci il soffio del suo Spirito, ci chiama ad entrare in questa sua famiglia, a far parte di essa e vivere in questa armonia che può trasformare il nostro mondo.

Dio non viene a giudicare questo mondo, non viene a condannare, ma a salvare gli uomini: "Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui" (Giovanni 3, 17).

Certo, noi rimaniamo liberi di fronte a questa proposta, ci possiamo escludere da questa via di amore. E questa esclusione diventa la nostra autocondanna, perché non abbiamo accolto una proposta di amore.

La presenza della Chiesa ovunque vive una comunità cristiana

Dovunque la Chiesa si fa presente per mezzo di uomini e donne che credono nel Signore, si nutrono della sua Parola, si incontrano con Lui nella preghiera, ogni comunità - anche se piccola - sperimenta questa energia di amore che permea la vita, la apre, ci immette in un cammino che fa crescere nell'unione, dà gioia e una pace profonda.

È possibile e bello per noi accogliere l'invito che Paolo rivolgeva alla prima comunità di Corinto: "state lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi. Salutatevi a vicenda con il bacio santo" (2Corinzi cap. 13, 11-12).

Ogni comunità, per quanto debole e peccatrice, può vivere questa gioia, ognuno di noi può coinvolgere uomini e donne che incontra nella vita di tutti i giorni, può diffondere questo amore del Signore, può farlo circolare perché permei sempre di più tanti ambienti di vita e rassereni la vita di tanti.