parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli
la Bibbia
Vangelo festivo
Predicazione del 12/05/02
Ascensione del Signore- anno A
 
Letture: Atti 1, 1-11; Salmo 46; Efesini 1,17?23; Matteo 28,16-20.

"Fu elevato in alto sotto i loro occhi"

dal Vadal Vangelo di Matteo, capitolo 28 versetti 16-20.

16Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.

17Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.

18E Gesù, avvicinatosi, disse loro:

"Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 19Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 20insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.

Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo".

IL SIGNORE E' SEMPRE ACCANTO AI SUOI DISCEPOLI

Gesù è presente ovunque

La Chiesa celebra oggi la festa dell'Ascensione: 40 giorni dopo la Pasqua Gesù, sotto gli occhi dei suoi discepoli, viene elevato in alto, salendo verso il cielo.

Che cosa significa per noi celebrare questo avvenimento? Ricordare che Gesù ci lascia? Ma egli, proprio nell'ultimo incontro con i discepoli sul monte, dice loro: "Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo" (Matteo 28,20).

Con l'ascensione Gesù non si è allontanato dal mondo, si è piuttosto sottratto ad un modo limitato di essere tra gli uomini. Egli non è più in una terra particolare, sta nel cielo, cioè ovunque. E noi siamo invitati a seguire Gesù che si fa presente in tutto il mondo. Egli ci chiama a uscire da una visione piccola, ristretta e ad aprirci al mondo più grande che ci circonda.

Infatti, nel congedarsi dai discepoli, Gesù dice loro: "Voi mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra" (Atti 1,8). E noi sappiamo che i primi discepoli di Gesù erano persone modeste, provenivano da una provincia periferica della Palestina. Eppure Gesù li chiama a mettersi in cammino per raggiungere tutti gli uomini e presentare loro la sua via: "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato" (Matteo 28, 19-20).

Dio si muove incontro agli uomini

I discepoli hanno conosciuto Dio attraverso Gesù. E hanno visto che egli non se ne stava al chiuso, o stava solo nelle sinagoghe e nel tempio. Gesù è andato dappertutto, per le strade, per i villaggi, nelle città, nelle case; e si è fatto vicino a tutti, specialmente ai più poveri, a quelli che erano disprezzati e giudicati male da tutti.
I discepoli hanno visto Dio agire in Gesù. Hanno conosciuto che Dio è benevolo con tutti, si mette in ricerca della "pecorella smarrita", si muove per amore.

Anche noi, conoscendo Gesù e il suo Vangelo, abbiamo imparato a guardare agli altri con interesse, con attenzione; Gesù ha insegnato anche a noi che i suoi preferiti sono proprio quelli che il mondo mette da parte, dimentica, allontana. Anche se tante volte abbiamo opposto resistenza, ora lentamente ci stiamo aprendo a questa dimensione larga dell'amore del Signore. Il Signore ci ha preso per mano e ci conduce ad incontrare tanti nostri fratelli più poveri.

Se noi accogliamo la sua parola e la viviamo, egli resta sempre vicino a noi, pronto ad aiutarci. I discepoli di Gesù di ogni tempo, rimangono per tutta la vita scolari e maestri nello stesso tempo. Sono sempre in ascolto della sua parola come discepoli e sono sempre in cammino incontro agli altri per comunicare la sua Parola e rendere discepoli altre donne e altri uomini.

Tanti vivono ancora sotto un cielo chiuso e vuoto

Spesso noi ci fermiamo a guardare il "nostro" cielo e ci appare chiuso e vuoto per il nostro peccato. Il cielo di Gesù è pieno di lui, che si fa presente in ogni luogo. Anzi, è proprio con Gesù che noi riusciamo a vedere tanti uomini e donne che vivono sotto un cielo veramente chiuso e vuoto, perché sono dimenticati da tutti, abbandonati a se stessi, allontanati. È questo il nostro peccato: dimenticare e abbandonare tanti che sono senza forze, senza speranza, senza diritti.

Essi aspettano degli uomini come quelli che appaiono ai discepoli: "ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro" (Atti 1, 10). Essi aspettano che qualcuno annunci loro che "Gesù tornerà un giorno". Sono i tanti che vivono ai margini della vita, anche se stanno accanto a noi, nei nostri palazzi; o vivono ai margini della città; o fuori del nostro paese. A volte sono persone che parlano una lingua diversa dalla nostra, con un colore della pelle diverso dal nostro.

Gesù è asceso al cielo anche per loro, perché potessero far parte di quella famiglia di discepoli che egli ha radunato, che non esclude nessuno.

La forza della preghiera e il cibo solido del Vangelo

In mezzo a tante notizie dolorose, siamo contenti che si è sbloccata la difficile situazione nella Basilica della Natività a Betlemme; siamo contenti che dopo l'ultimo attentato contro gli israeliani, che ha causato la morte di 16 persone, giovani e bambini, non c'è stata fino a questo momento la rappresaglia violenta che causa altri morti e altro dolore.

Non ci stanchiamo di pregare perché i cuori pieni di odio e di violenza si aprano al desiderio della pace, cercando la via difficile ma necessaria dell'incontro e del dialogo.

In questa realtà del nostro mondo sentiamo l'urgenza di essere veri discepoli del Signore, manifestando a tutti che il Vangelo è una via semplice e facile.

Commentando la pagina del Vangelo di oggi, così scriveva san Giovanni Crisostomo, un grande padre della Chiesa di Oriente:

"Gesù ci dice: Io sono con voi per rendervi facile tutto. La stessa cosa diceva continuamente Dio ai profeti nell'Antico Testamento: a Geremia, che gli faceva presente la sua giovinezza, a Mosè e a Ezechiele, che cercavano di sfuggire alla loro missione: io sono con voi.

Ditemi, che cosa di gravoso e di difficile ci è stato ordinato? Forse Dio ci ha comandato di perforare monti, di volare nell'aria, di attraversare il Tirreno? No, assolutamente. Al contrario, egli vuole da noi un comportamento di vita così semplice e facile, che non ha bisogno di strumenti, ma soltanto della nostra ragione e della nostra buona volontà.

Quali strumenti avevano gli apostoli per operare cose tanto straordinarie? Non andavano forse attorno con una sola tunica e con i piedi scalzi e, malgrado ciò, superarono tutte le difficoltà? Che vi è, infatti, di difficile nei comandi di Cristo? Ecco, egli comanda di non aver nessun nemico, di non odiare nessuno, di non parlare male di alcuno. Il comportamento contrario è assai più difficile" (Commentario al Vangelo di Matteo, Discorso XC).