parrocchia
san Gennaro all'Olmo - Napoli
la Bibbia
Vangelo festivo
Predicazione del 24/02/02
2ª domenica di Quaresima - anno A
 
Letture: Genesi 12, 1-4; Salmo 32; 2a Timoteo 1, 8-10; Matteo 17 1-9.

E fu trasfigurato davanti a loro

dal Vangelo di Matteo, capitolo 17 versetti 1-9


1Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. 2E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. 3 Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.

4Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia». 5Egli stava ancora parlando quando una nuvola luminosa li avvolse con la sua ombra. Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo».

6All`udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. 7Ma Gesù si avvicinò e, toccatili, disse: «Alzatevi e non temete». 8Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo.

9E mentre discendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, finché il Figlio dell`uomo non sia risorto dai morti».

L'ESPERIENZA DI DIO CHE SI MOSTRA A NOI


L'esperienza del monte Tabor

Ringraziamo il Signore che con la sua mano misericordiosa conduce anche noi a fare l'esperienza di Abramo: "Esci dalla tua terra …verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò" (Genesi 12,1-2).

Il tempo della Quaresima ci fa camminare verso la Pasqua, ma non da soli: il Signore ci accompagna, è davanti a noi. Il Signore ci conosce, ha una pedagogia adatta alla nostra debolezza, ci riunisce, ci parla, si mostra a noi in maniera inaspettata.

L'esperienza che i tre discepoli - Pietro, Giacomo e Giovanni - fanno sul monte, il Signore la fa fare anche a noi. La liturgia della domenica è questo monte alto su cui il Signore ci conduce in disparte. C'è bisogno di partecipare a questo avvenimento con umiltà e timore, consapevoli di venire alla presenza del Signore: egli ci mostra il suo volto luminoso, Dio stesso ci parla, ci invita ad ascoltare le parole del Figlio suo.

E la preghiera comune durante la settimana, assieme alla preghiera personale di ciascuno sono momenti in cui il Signore continua a manifestarsi, a mostrarsi trasfigurato davanti a noi.

Comprendere la storia di amore che Dio ha intessuto con noi

Stando assieme al Signore, ritorna davanti a noi tutto il passato, come Elia e Mosè sono apparsi sul Tabor. E ricomprendiamo il cammino che il Signore ci ha fatto fare in questi anni, vediamo da dove il Signore ci ha presi per mano conducendoci lungo percorsi che non conoscevamo; vediamo la nostra esistenza sotto una nuova luce, vediamo come giorno per giorno il Signore ci allontana da tutto ciò che è effimero, passeggero; e ci fa entrare in una dimensione in cui non è il tempo materiale che ci domina ma la visione del mistero stesso di Dio.

La liturgia, la preghiera sono i momenti più profondi della vita umana: essi ci liberano da una vita meccanica, materiale, ci liberano dall'indifferenza, fanno giungere al nostro orecchi le voci di aiuto provenienti da varie parti vicine e lontane; e ci uniscono ai tanti discepoli del Signore che in ogni parte del mondo si pongono alla sua presenza e si lasciano trasformare da lui.

Dio viene a trasformare la nostra vita

Pietro davanti al volto luminoso di Gesù reagisce in maniera immediata e affettuosa: "Signore, è bello per noi stare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia" (Matteo 17,4). Ma forse ha una comprensione superficiale, esteriore, di quello che sta vivendo. E la nube che li avvolge rivela e nasconde la presenza stessa di Dio.

Il Signore Gesù - afferma Paolo - "pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio" (Filippesi 2,6); la trasformazione che essi vedono guardando il suo volto è quella che Egli desidera per ciascuno di noi. È la rinascita dall'alto di cui egli parla con Nicodemo quando va a trovarlo di notte, è il ritorno al Signore per essere ricreati in Gesù, nuovo Adamo; è ritornare in quella terra buona dove Dio aveva posto il primo uomo, quella terra di pace dove scorrono latte e miele e dove gli uomini si riconoscono fratelli.

È questa l'opera che il Signore compie nella Chiesa, per i suoi figli, parlando al cuore di ciascuno. A questo ci invita il Signore che "ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia" (2 Timoteo 1,9).

Attratti nel mistero di questo amore gratuito di Dio, Pietro e i discepoli cadono con la faccia a terra e vengono presi da un santo timore. Percepiscono che non stanno vedendo uno spettacolo bello, ma sono entrati alla presenza di Dio stesso.

Nell'ascolto fedele della Parola di Dio, camminiamo verso la resurrezione

Il mistero della presenza del Signore nella comunità, nella Chiesa, nella vita di ciascuno di noi si rivela a tratti agli occhi nostri. Ma c'è un ascolto quotidiano che ci fa camminare verso la Pasqua, verso la trasformazione piena.

Lungo il cammino, in un ascolto fedele, sentiremo e comprenderemo di più questa presenza e questa forza del Signore. L'esperienza dell'incontro col Signore resta un segreto che i discepoli si portano nel cuore, anche se gli effetti di quell'incontro si manifestano sul loro volto.

Cerchiamo ogni giorno il volto del Signore, camminiamo con lui, facciamoci incontro agli altri secondo la sua Parola. La luce del Vangelo trasforma le nostre vite, rende luminosi anche i nostri volti. Con la forza di Dio possiamo comunicare questa luce agli uomini e donne di questo tempo. Sono tanti che cercano, che non sanno dove trovare la luce che rischiari la loro vita.

Con la gioia nel cuore di questo incontro intimo col Signore, affrettiamo i nostri passi verso la comunione piena con lui. E lungo il cammino aiutiamo tanti altri ad unirsi a noi.