Anche noi bambini leggiamo il Vangelo
13 marzo 2005
Domenica 5ª del Tempo di Quaresima /A

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Gesù ci dona la vita che non finisce

Abbiamo iniziato il cammino di preparazione alla Pasqua con le ceneri ricevute sul nostro capo. Siamo ora vicini alla Pasqua di Gesù, con la Settimana Santa che inizia domenica prossima con Gesù che entra in Gerusalemme sopra un asinello.

I giorni della Settimana Santa sono i più importanti di tutto l’anno. In questa settimana ricordiamo:

Martedì tutti gli amici di Gesù che negli ultimi decenni sono stati uccisi per la loro fede e il loro amore a Gesù.

Giovedì ricordiamo il giorno in cui Gesù inventa un modo per restare sempre con noi, l’Eucarestia e la Comunione col pane e il vino, diventati Corpo e Sangue suo. E mentre sta a tavola con i suoi amici, si alza e si mette a lavare loro i piedi, per insegnarci che servire gli altri è molto importante, più che comandare sugli altri.

Venerdì ricordiamo il processo e la condanna a morte e la morte in croce.

Sabato notte celebriamo la veglia per la resurrezione di Gesù.

Leggiamo ora dal Vangelo di Giovanni, capitolo 11, versetti da 3 a 45:

Le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, il tuo amico è malato».

All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù voleva molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. Quand’ebbe dunque sentito che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. Poi, disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!»…

Venne dunque Gesù e trovò Lazzaro che era già da quattro giorni nel sepolcro… Marta dunque, come seppe che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa chiederai a Dio, egli te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Gli rispose Marta: «So che risusciterà nell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».

Dopo queste parole se ne andò a chiamare di nascosto Maria, sua sorella, dicendo: «Il Maestro è qui e ti chiama». Quella, udito ciò, si alzò in fretta e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei che erano in casa con lei a consolarla, quando videro Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono pensando: «Va al sepolcro per piangere là». Maria, dunque, quando giunse dov’era Gesù, vistolo si gettò ai suoi piedi dicendo: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».

Gesù si commosse profondamente, si turbò e disse: «Dove l’avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Vedi come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Costui che ha aperto gli occhi al cieco non poteva anche far sì che questi non morisse?».

Intanto Gesù, ancora profondamente commosso, si recò al sepolcro; era una grotta e contro vi era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che sempre mi dai ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». E, detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, con i piedi e le mani avvolti in bende, e il volto coperto da un sudario. Gesù disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».

Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Oggi, in quest’ultima domenica di quaresima, vediamo che Gesù manifesta il suo amore per l’amico Lazzaro che è morto. E lo riporta in vita. Gesù ci vuole far comprendere che egli è padrone della vita. E anche se lo uccideranno egli tornerà in vita per sempre. E se noi viviamo uniti a Gesù, ascoltando le sue parole, ricordandole e mettendole in pratica, egli ci dice che in noi viene una vita che non finisce mai, che continua per sempre, anche dopo la morte.

Questo significano le parole che egli dice a Marta, sorella di Lazzaro:

“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; 26chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Credi tu questo?”.

Gesù ci dice che la vita che viene da Lui continua anche dopo la morte. Vivere – per Gesù – significa soprattutto voler bene a tutti, perdonare, aiutare, stare in pace con tutti e aiutare gli altri a vivere in pace, dare a chi ha meno di noi. Questa è la vita del Vangelo. E chi la vive rimane per sempre con Gesù, anche dopo la morte: “Chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno”.

E Gesù chiede anche a noi, come a Marta: “Credi tu questo?”. E aspetta la nostra risposta, che non deve essere solo un sì detto con la bocca, ma un sì che ci fa vivere seguendo le parole del suo Vangelo.
Dice Gesù: "Io sono la resurrezione e la vita"


Preghiera a Gesù

Gesù,

tu hai riportato alla vita
il tuo amico Lazzaro.

Aiutami a capire che tu sei
il padrone della vita.

E aiutami a vivere sempre
unito a te.